Il muri della passeggiata del fumetto in dettaglio

Bruxelles ama a tal punto i fumetti da aver chiamato i loro protagonisti ad impossessarsi dei muri e delle pareti della città. Eccovi qui svelati tutti i particolari e i segreti nascosti… Per scoprirli, passeggiate tra le vie di Bruxelles e aprite bene gli occhi! Una divertente camminata per gli appassionati e i curiosi dai 7 ai 77 anni. E per chi vuole esser certo di non perdersi proprio niente, la mini-mappa del percorso dei fumetti vi aspetta nei punti informazioni visit.brussels (1€).

  • 1. Tintin

    Volete conoscere di persona il personaggio più famoso del fumetto belga? Appuntamento allora in rue de l'Étuve, famosa tra l’altro per essere il luogo preferito del Manneken-Pis. Difficile però che Tintin, il suo cane Milù e il suo amico il capitano Haddock trovino il tempo di fare quattro chiacchiere con voi. Il piccolo reporter indaffarato e il burbero amante del whisky, infatti, sono di nuovo immersi fino al collo in una frenetica avventura. E sappiamo anche quale. Il disegno, infatti, è tratto da L’affare Girasole. Nel diciottesimo albo della serie, degli agenti segreti, prima dalla Borduria e poi dalla Syldavia rapiscono il Professor Girasole, inventore di un’arma a ultrasuoni che i due paesi vorrebbero utilizzare per scopi poco nobili. Tintin e Haddock, allora, faranno di tutto pur di liberare il loro amico... A circa 30 anni dalla morte di Hergé, si vendono ancora 1 milione di copie ogni anno. Tintin è edito in 77 lingue. Nel 2011, inoltre, Steven Spielberg in persona ha realizzato uno splendido cartone animato intitolato Le avventure di Tintin: Il segreto dell’Unicorno. Hergé - pseudonimo del brussellese Georges Prosper Remi (1907-1983), figura tra i maestri indiscussi della nona arte. Debuttò nel 1929 in Le Petit Vingtième, il supplemento settimanale per ragazzi del giornale cattolico Le Vingtième Siècle. Il suo stile grafico netto (la famosa linea chiara) ha fatto storia e molti attribuiscono ai suoi disegni un grande valore artistico. Allo stesso tempo però, il suo senso del movimento, della suspense, dell’umorismo e dell’avventura, uniti ad una capacità narrativa fuori dal comune contribuiscono anche a spiegare perché Tintin non ha mai smesso di affascinare grandi e piccini.

    Chi? Tintin
    Dove? Rue de l'Étuve, 1000 Bruxelles
    Autore:Hergé
    Editore: Casterman

  • 2. Le Passage (Il passaggio)

    François Schuiten e Benoît Peeters, autori di fumetti di fama internazionale, lasciano far credere volentieri che l’universo descritto nella saga di Le città oscure esista davvero. Pur assomigliando alle nostre, le città e i mondi evocati in titoli del calibro di Brüsel, La fièvre d'Urbicande, L'Archiviste e La bambina che pende, sono allo stesso tempo estremamente diverse. I disegni, di un virtuosismo stupefacente, sono forse trasposizioni di antiche visioni del futuro? Oppure cambiamenti di prospettiva basati sul pensiero di Jules Verne, José Luis Borges, Le Corbusier, Victor Horta o Franz Kafka? A voi l’ultima parola. Attraverso conferenze, mostre, un’impressionante guida delle città e siti internet (www.urbicande.be), Schuiten et Peeters incoraggiano i lettori, nessuno escluso, a farsi una propria opinione sulle città oscure. Chi ha già visitato Bruxelles è agevolato: il Palazzo dei tre poteri di Brüsel ricorda il Palazzo di Giustizia di Poelaert, la Grande Halle di Zarbec fa venire in mente la stazione Schaarbeek, la città serra di Calvani dev’essere nata dopo una visita alle Serres Royales di Laeken. Sul loro sito internet, Schuiten e Peeters sostengono che l’esistenza dei passaggi viene tenuta nascosta da anni. Si tratta delle vie di comunicazione tra la Terra e l’anti-Terra, tra Bruxelles e Brüsel. Il muro a fumetti della rue du Marché du Charbon potrebbe essere un Passaggio? Il campanile centrale dell’affresco e quello della chiesa di Notre-Dame du Bon Secours, che si erge poco lontano, si assomigliano come due gocce d’acqua. Non è curioso che non tutti i mattoni della facciata cieca sono dipinti? E a proposito, avevate per caso notato che le ombre in basso appartengono ai personaggi disegnati?

    Chi? Le Passage (Il passaggio)
    Dove? Rue du Marché au Charbon 19, 1000 Bruxelles
    Autori: François Schuiten & Benoît Peeters 
    Editore: Casterman

  • 3. Lo scorpione

    Salendo dalla cattedrale Saints Michel et Gudule verso rue du Treurenberg è impossibile non notare Armando Catalano. Un tipo tutto d’un pezzo, come dimostrano lo sguardo deciso con il quale affronta valorosamente il nemico, l’arma alla Zorro o alla D’Artagnan e degli stivali da far morire di invidia il Gatto con gli stivali. E che dire della mascella imponente, della barba rasata con cura e del pelo virile, che si intravede appena ma che attira inevitabilmente l’attenzione sul petto? Catalano è un vero e proprio Casanova. E non avete ancora visto il tatuaggio che ha sulla spalla destra. È a questo animale gaudente litigioso e focoso che deve il suo nome: Lo Scorpione. Il suo nemico giurato è Trebaldi, un cardinale che, quanto a sete di potere e depravazione non ha nulla da invidiare al cardinale Richelieu dei Tre Moschettieri di Alexandre Dumas. Con l’aiuto dei suoi temibili monaci guerrieri e di una bella zingara dalle doti di avvelenatrice, l’infame Trebaldi riesce a conquistare il papato. Tra un eretico impiccato e uno messo al rogo, nei ritagli di tempo dà la caccia al Lo Scorpione. Il fanatismo religioso non risparmia nessun epoca e imperversa anche nel diciottesimo secolo. Stephen Desberg è lo scenografo di questa serie di mantello e spada, insaporita da duelli nelle catacombe in quantità e altre innumerevoli e spettacolari scene d’azione. Autore delle immagini, vive e affascinati, è Enrico Marini. Ricordiamo inoltre che i personaggi femminili dalle forme sensuali e lascive sono una delle specialità di questo talentuoso illustratore di origine svizzera.

    Chi? Lo scorpione
    Dove? Rue du Treurenberg, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Marini
    Scenografo: Stephen Desberg
    Editore: Dargaud

  • 4. Bob e Bobette

    Se avevate già notato la muscolatura del Manneken-Pis non vi sorprenderà allora vederlo all’opera nella scena di rue de Laeken. Senza smettere di fare pipì, il brussellese che tutto il mondo ci invidia, sostiene con una sola mano i cinque eroi più scatenati dei fumetti belgi. Sei, addirittura, se si considera Frufru, guai a dimenticarla! La compagna di giochi di Bobette ricopre in effetti un ruolo importante in diverse avventure. Bobette è la bambina vestita di bianco, con la testa a forma d’uovo e il fiocco tra i capelli. Dal 1945, questa ragazzina ostinata non ha mai smesso di condurre una vita avventurosa sempre insieme al coraggioso Bob. L’asse da stiro con la zazzera gialla in testa è Zia Berenice, ansiosa e agitata. Nell’affresco Anacleto sembra semplicemente pacifico e un po’ sempliciotto ma in realtà è lo scemo di turno. Provoca spesso catastrofi e le sue apparizioni sono sempre divertenti. Geronte, infine, è una specie di armadio dal cuore tenero. Bob e Bobette (Suske en Wiske nella versione originale) sono i numeri uno indiscussi del fumetto per famiglie di espressione fiamminga. Kiekeboe de Merho realizza le vendite migliori nelle fiandre, ma è grazie all’Olanda e al Belgio francofono che Bob e Bobette continuano ad essere la serie di fumetti più venduta del Benelux. La saga è stata tradotta tra le altre, in lingua francese (Bob et Bobette), in afrikaans (Neelsie & Miemsie), in portoghese (Bibi & Baba) e in latino (Lucius et Lucia). Gli americani chiamano i nostri piccoli eroi Willy & Wanda e i britannici Spike & Suzy. Il 315esimo album è stato pubblicato a novembre 2011. Dopo la morte del suo padre spirituale Willy Vandersteen (1913-1990), la serie è semplicemente proseguita senza sosta. L’illustratore di Anversa, soprannominato il Bruegel del fumetto, possedeva talento per il disegno tanto quanto per la narrazione, un'immaginazione galoppante e una grande affinità con l’umorismo popolare. Forte di questa combinazione unica, avrebbe potuto conquistare il mondo.

    Chi? Bob e Bobette
    Dove? Rue de Laeken 111, 1000 Bruxelles
    Autore: Willy Vandersteen
    Editore: Standaard

  • 5. Billy the Cat

    Gustatevi appieno lo sguardo malizioso di questo micione a righe nere che corre agile e scattante per le strade di Bruxelles. L’affresco, situato nella discreta rue d’Ophem, gli conferisce un tocco di luce e di ottimismo. Billy the Cat ha fatto una breve apparizione nel 1981 nel settimanale di fumetti Spirou ma ha iniziato davvero la sua carriera solo nel 1987. I suoi punti forti sono i disegni minuziosi e pieni di allegria dell’illustratore Stéphane Colman e il tono scelto dal suo sceneggiatore, per metà americano e per metà di Bruxelles, Stephen Desberg. La serie si inserisce nella gloriosa tradizione del fumetto belga per bambini, ma allo stesso tempo riesce a sedurre, segretamente, più di un adulto. Vivere per strada non è certo facile, ma al di là dei soliti nemici, Billy per fortuna ha anche una variopinta compagnia di amici di cui fanno parte il grasso Saucisse, Jumbo il piccione, Mr Hubert e Mademoiselle Cha-cha. Il fatto che il gattone sia in realtà un bambino reincarnato che vorrebbe riprendere sembianze umane offre numerosi spunti. Altre strisce e ambizioni hanno impedito a Colman e Desberg di dedicarsi pienamente alla saga. Ad inizio secolo è quindi stata ripresa dall’autore di Liegi Péral. Billy the Cat, inoltre, è il protagonista un cartone animato internazionale. Il fumetto e la serie TV tuttavia differiscono notevolmente per quanto riguarda il motivo della trasformazione del bambino in gatto. Nel fumetto, Billy è un furfantello che, mentre attraversa la strada senza guardare, viene investito da un’auto e si reincarna in un gatto. Temendo che i bambini si gettassero sotto le macchine nella speranza di trasformarsi anch’essi in mici carini e coraggiosi, gli ideatori tv hanno optato per un mago, che trasforma Billy, maltrattatore di gatti, in un piccolo felino.

    Chi? Billy the Cat
    Dove? Rue d'Ophem 24, 1000 Bruxelles
    Illustratore: Colman
    Scenografo: Desberg
    Editore: Dupuis

  • 6. Cubitus

    A che cosa si deve l’espressione felice che illumina il viso di questo grande cane bianco dal pelo arruffato? Forse trova divertente fare pipì così spudoratamente in pubblico senza essere rimproverato? Oppure è entusiasta di poter fare un dispetto a Manneken-Pis? A giudicare dalla nuvola temporalesca che ha sulla testa, c’è da scommettere che non apprezza per niente questa sostituzione. Più furbo di Rantanplan, più pigro di Idefix, più allegro di Snoopy e meno educato di Bessy e Milù... e di tutti i cani del fumetto, Cubitus però non è affatto il peggiore. Cubitus ha fatto la sua apparizione nel 1968 nel settimanale Tintin. Bisognerà però aspettare un anno per conoscere il suo padrone: l’inventore-lupo di mare-pilota-spacca tutto e grande amante delle cianfrusaglie Sémaphore. Di solito a Cubitus non piace dover testare le sue invenzioni. E gli piace ancor meno salire nel side-car della moto con cui si sposta Sémaphore, che cigola, fa fumo e cade a pezzi. Cubitus preferisce mangiare, leggere un bel libro o intrattenere conversazioni impegnate con il suo vicino Sénéchal. Fin quando non gli viene voglia di dargliene quattro a quel gattaccio bianco e nero. Questo cane parlante è opera dell’illustratore vallone Luc Dupanloup (1945-2000), meglio conosciuto con il nome di Dupa. Che proprio come Hitchcock, di quando in quando recita una piccola parte nella storia. Alla fine degli anni ‘80, Cubitus appare in una serie di cartoni animati giapponesi, accrescendo così la sua popolarità.

    Chi? Cubitus
    Dove? Rue de Flandre 109, 1000 Bruxelles
    Autore: Dupa
    Editore: Lombard

  • 7. Blake e Mortimer

    Per Giove! Edgard P. Jacobs (1904-1987) non ha disegnato molti fumetti ma sono diventati tutti dei classici. Le avventure di Blake e Mortimer: Il Marchio giallo potrebbe essere addirittura uno dei fumetti migliori di sempre. In questo album, l’inventore megalomane Septimus tiene Olrik in ostaggio e gli conferisce poteri apparentemente sovrannaturali. Dopo ogni malefatta, il super-cattivo lascia il suo biglietto da visita, un marchio giallo. Sull’affresco di rue du Houblon si percepisce chiaramente l’inquietudine del flemmatico capitano dell’M.I. 5 Francis Blake e dell’irascibile professore di fisica nucleare Philip Mortimer. La coppia inseparable e arci britannica, tuttavia, non è alle prime armi. Nella loro prima avventura, Il segreto dello spadone, devono sconfiggere il vincitore di una guerra mondiale. E non si fermano mai, nemmeno davanti ai viaggi nel tempo, le piramidi misteriose e gli scienziati pazzi che controllano il clima. A parte l’uso insolito del colore, sul piano grafico Jacobs tende molto al realismo. L’aspetto realistico dei personaggi, vestiti, armi, edifici e altri oggetti di contorno sono più di una scelta estetica: servono a dare credibilità ai numerosi elementi fantastici. Nell’universo di Blake e Mortimer non si sa mai dove finisce la realtà e dove inizia l’immaginazione. A partire dagli anni ‘90, la serie sarà portata avanti da diversi scenografi e illustratori rinomati.

    Chi? Blake e Mortimer
    Dove? Rue du Houblon 24, 1000 Bruxelles
    Autore: Edgar P. Jacobs
    Editori: Lombard, Blake et Mortimer

  • 8. L’arcangelo

    I malintesi hanno vita breve. Dio è morto? - God : Nietzche is dood. - Verloren illusies zijn gevonden waarheden. Sin dal principio, non c’era inizio: le parole scritte in basso nel murale potrebbero essere scambiate per l’aggiunta non richiesta di un graffito bilingue. In realtà, questi slogan esistenziali fanno parte integrante dell’affresco di Bernard Hislaire. L’illustratore cambia nome d’arte a seconda del progetto: Hislaire, Yslaire, Bernar Yslaire oppure Sylaire. Il brussellese pluripremiato non è un filosofo da quattro soldi ma un innovatore a cui non dispiace condurre esperimenti sulla forma e con diversi mezzi. Il più conosciuto di questi è Sambre. In questa saga storico-romantica basata sull’amore e la guerra, Yslaire descrive la passione, intrecciata con la morte, che unisce una bellissima donna dagli occhi rossi e un bel tipo dagli occhi neri. Fa da sottofondo il romanticismo tedesco con Böcklin, Caspar David Friedrich, Hugo e Mallarmé sempre presenti. L’arcangelo raffigurato sul muro è tratto da una serie in cui l’autore getta un prepotente sguardo retrospettivo su questo ventesimo secolo, rivoluzionario ma non proprio gioioso, intitolata XXe ciel.com. Un angelo è immortale. Ma sarete immortali solo se non lo sarà il vostro amato (o amata). Si spiega così l’aria atterrita dell’essere alato posatosi in rue des Chartreux?

    Chi? L’arcangelo
    Dove? Rue des Chartreux, 1000 Bruxelles
    Autore: Yslaire
    Editori: Humanoïdes Associés, Futuropolis, Glénat

  • 9. Nero

    Un grosso naso, un papillon e due capelli nel vero senso della parola: non si può dire che l’uomo che nell’affresco tende la mano agli uccelli sia una gran bellezza. Eppure Nero - che si auto-definisce “fenomeno giornalistico” è uno dei principali protagonisti del fumetto fiammingo. Le sue avventure sono apparse sui giornali cattolici fiamminghi praticamente senza sosta dal 1947 al 2002. Inizialmente, non era il protagonista, ruolo riservato al detective Van Zwam, quello con la lente di ingrandimento che scruta l’erba in secondo piano. Nel secondo album però, in un manicomio, il poliziotto incontra un uomo con una corona di alloro che crede di essere l’imperatore romano Nerone. I lettori trovarono il matto più simpatico del detective! E l'anti-eroe dai tratti umani così familiari ottenne il ruolo da protagonista... Per poter sfornare quotidianamente nuove puntate, l’illustratore Marc Sleen fu costretto a mantenere ritmi serrati e a optare per uno stile agile e rilassato e delle ambientazioni semplici. Nelle sue strisce, dinamiche e cariche di umorismo, giocava sull’attualità come nessun altro. Paul Vanden Boeynants, Guy Verhofstadt, Joseph Staline, Idi Amin Dada, Margaret Thatcher, Saddam Hussein e tanti altri personaggi famosi hanno fatto la loro comparsa come “guest star”. Ma i personaggi più simpatici sono quelli ideati da Sleen stesso. Sull’affresco si riconoscono i bambini Bambou e Boulette, grazie alle P sul maglione, Petoetje e Petatje in olandese, Adhemar - il figlio genio di Nero- con la sua andatura da professore e il muscoloso proprietario del chiosco delle patatine Jean Muscle. I passanti in secondo piano sono Miche e Célestin Radis, i protagonisti di un fumetto per bambini che rese famoso Marc Sleen agli inizi degli anni ‘60. Nell’albero è nascosto il pirata matto da legare Tuizentfloot. Altra creatura affascinante è Madame Philistin, che qui, almeno per una volta, non sta fumando la pipa. Monsieur Philistin è un brussellese francofono che parla un misto di olandese e francese. Fino al 1993, Sleen ha disegnato da solo. È entrato nel Guinnes dei primati come l’illustratore di fumetti più prolifico al mondo. Il museo Marc Sleen è allestito in uno splendido edificio situato in rue des Sables 31-33, proprio di fronte al Centre Belge de la Bande Dessinée.

    Chi? Nero
    Dove? Place Saint-Géry, 1000 Bruxelles
    Autore: Marc Sleen
    Editore: Standaard

  • 10. Cori il mozzo

    Bob De Moor (1925-1992) iniziò a lavorare per il settimanale Tintin nel 1949 e divenne in seguito il braccio destro del perfezionista Hergé. La loro collaborazione durerà 35 anni, da Obiettivo Luna a Tintin e i Picaros. Quando Tintin gli lasciò un po’ di fiato, De Moor riuscì realizzare il suo sogno nel cassetto. Si trattava di Cori il mozzo. A guardare l'affresco viene quasi il mal di mare, si sentono il muggito del nautofono e il fracasso delle onde. Cori ci saluta dall’alto dell’albero. Il suo buonumore è contagioso. Niente e nessuno potranno riportare il ragazzo sulla terra ferma. La misteriosa forza delle maree e il rumore assordante della risacca su un banco di sabbia riempono di gioia il suo cuore, mentre la prospettiva di avventure senza fine e di una gloria eterna lo fanno battere ancora più forte. Il giovane mozzo naviga con la Compagnia riunita delle Indie Orientali, che segnerà l’età d’oro dell’Olanda. Ammutinamenti, pirati, guerriglieri spagnoli, indigeni delle coste della Nuova Guinea che sentono per la prima volta lo sparo dei moschetti, caccie al tesoro: ogni pagina trabocca di avventure. Le imbarcazioni sono rappresentate impeccabilmente e le battaglie navali indimenticabili. I sei album di Cori il mozzo sono il lavoro di un illustratore senza eguali che domina perfettamente la famosa linea chiara e riesce a conferire uno stile e un carattere propri al più umile dei personaggi secondari. Si documentò nel minimo dettaglio per poter dare libero sfogo alla sua passione per il mare, l’avventura e maestosi velieri. Si salpa!

    Chi? Cori il mozzo
    Dove? Rue de Fabriques 21, 1000 Bruxelles
    Autore: Bob De Moor
    Editore: Casterman

  • 11. Les rêves de Nic (I sogni di Nic)

    Dallo stile, si riconosce l’illustratore al primo sguardo e poi...sorgono i dubbi. Non fa forse pensare immediatamente a Hermann, questo ragazzino moro in pigiama rosso che fluttua estasiato tra le nuvolette bianche ed è accerchiato da una mandria di animali che non vedono l’ora di animare un po’ la città... Il cinismo è un ingrediente ricorrente nell’opera di Hermann. Invece di restare indifferente, mette i suoi lettori dinnanzi alle scelleratezze che questi umani ottusi, egoisti e avidi di potere sono capaci di farsi l’un l’altro. Ancor più importante, Hermann fa parte di quei rari ed eccezionali talenti che disegnano magnificamente e allo stesso tempo sono narratori senza eguali. Dopo aver sfondato con il fumetto avventuroso Bernard Prince, Hermann Huppen disegna in seguito i primi album di Jugurtha per poi animare, nel 1969, con lo scenografo Greg, Comanche, una serie western diventata leggenda. Nel 1977, abbandona Bernard Prince per dedicarsi alla sua saga personale: Jeremiah. Il protagonista è un lupo solitario che si sforza di essere un brav’uomo in un Far West post-apocalittico, capace di rivelare il lato peggiore dell'essere umano. I singoli Sarajevo Tango e Caatinga gli garantiscono un posto nel firmamento del fumetto europeo. Un gran numero di serie e personaggi famosi, dunque, ma chi sceglie il narratore impietoso della condotta umana, nel momento in cui è chiamato a decorare una facciata cieca di Bruxelles? Un ragazzo in pigiama, un ottimo sognatore con una fervida immaginazione. All’inizio degli anni ‘80, Hermann disegnò tre album riguardanti Nic. Ogni notte, il ragazzo vive, in compagnia prima di un elefante poi di uno scimpanzé, di un ippopotamo e di una tartaruga, nuove e simpatiche avventure che non sempre però finiscono bene. Hermann vede in questi tre fumetti un omaggio all’americano Windsor McKay, pioniere del fumetto che fece partire il piccolo Nemo alla scoperta del mondo dei sogni. Senza dubbio un’anima sensibile.

    Chi? Nic
    Dove? Rue de la Senne - Rue des Fabriques 40, 1000 Bruxelles
    Autore: Hermann
    Editore: Dupuis

  • 12. Caroline Baldwin

    Anche se la Place de Ninove è un importante snodo stradale più che un quartiere di locali alla moda, questo fumetto vivace e carico di energia positiva, proietta un’immagine ben diversa. Si viene catapultati in una notte torrida, un paradiso tropicale tra i tanti. Diciamo che è Cuba. I musicisti non sono né i più giovani né i più belli ma, a giudicare dalla passione che si esprime sulla pista da ballo, sanno dannatamente bene quale è l’effetto che può fare su una donna il ritmo giusto. Le finestre murate e il rilievo della facciata rappresentavano una vera e propria sfida per l’illustratore. Chi ha realizzato l’affresco, bisogna dirlo, ha saputo gestire l’ostacolo nel migliore dei modi. Il muro è a tinta unita, solamente in corrispondenza di dove prima c’erano le finestre si intravedono alcuni scatti di una festa da sballo. Osservate quante bocche dischiuse. Soffermatevi quindi sulla donna con i capelli neri corti, che indossa un abito nero e che nell’ultima finestra sta per baciare l’uomo. Si chiama Caroline Baldwin ed è la protagonista dell’omonima saga di fumetti. È un’investigatrice privata ma non di quelle che prendono in castagna i mariti infedeli. Baldwin dà la caccia ai ribelli birmani, ai candidati alle presidenziali americane colpevoli di frode, ai servizi segreti e altri farabutti senza scrupolo che si danno ad inverosimili esperimenti medici. Anti conformista ma vulnerabile perché, malgrado tutto, le succede ancora di invaghirsi dell’uomo sbagliato. È così che ha conosciuto l’agente dell’FBI sotto copertura Gary Scott, una relazione tormentata con alti e bassi. Baldwin esce segnata da ognuna di queste avventure. A riprova, la protagonista è fragile e sieropositiva. L’illustratore e scenografo André Taymans sposa la linea chiara, ha il senso del dettaglio e sa creare l’atmosfera giusta.

    Chi? Caroline Baldwin
    Dove? Place de Ninove, 1000 Bruxelles
    Autore: André Taymans
    Editore: Casterman

  • 13. Lucky Luke

    La vernice dell’insegna è ancora fresca e già i fratelli Dalton, dalla pessima reputazione, hanno svaligiato la banca. Come sempre è Joe-la-tête-brûlée a condurre il gioco. Averell, il più grande, il più avido e il più stupido si è impossessato di un prosciutto. Altri tratti umoristici: sulle montagne che sovrastano la prateria si erge l’Atomium, Rantanplan il cane più stupido del west, guarda un barattolo di pittura rossa come se si trattasse di una bella bistecca al sangue e, ancora una volta, il protagonista Lucky Luke spara più veloce della sua ombra. Infarcire un’avventura ritmata e appassionante di gag da sbellicarsi dalle risate era la specialità di René Goscinny, il genio che fino alla sua morte, nel 1977, è stato anche ideatore delle scene di Asterix. Ma Lucky Luke è prima di tutto l’opera maestra di Morris o Maurice De Bevere (1923-2001). Ritenendo di essere più portato per il disegno che per la fabbrica di pipe lasciatagli dal padre, iniziò la sua carriera nello studio di animazione di Bruxelles CBA. Il suo primo Lucky Luke apparse nel 1946 sull'Almanach Spirou. Morris non si affida mai esclusivamente al suo talento come illustratore ma si documenta sempre attentamente. Il suo stile è molto cinematografico e tradisce una passione per i western. Al momento della sua scomparsa, erano già state vendute circa 200 milioni di copie, la serie fu quindi ripresa dall’illustratore francese Achdé e dallo sceneggiatore Laurent Gerra. Serie televisive, film d’animazione e lungo-metraggi mantengono alta la popolarità di Lucky Luke, un povero cowboy sconsolato lontano da casa.

    Chi? Lucky Luke
    Dove? Rue de Buanderie 19, 1000 Bruxelles
    Autore: Morris
    Editori: Dupuis, Dargaud

  • 14. Asterix

    Straripanti di entusiasmo, Asterix, Obelix e i pittoreschi abitanti del villaggio prendono d’assalto un accampamento romano. Idefix è in testa. Milioni di lettori conoscono questa scena. Il piccolo gallo coraggioso e il suo grande amico - che non riceve più la pozione magica da quando da bambino cadde nel pentolone del mago Panoramix - non hanno bisogno di presentazioni. Le vendite dei loro album hanno superato i 350 milioni di copie. Un parco divertimenti a tema, cartoni animati e tre film particolarmente famosi (il quarto è in arrivo) fanno di Asterix e Obelix due nomi noti anche nelle famiglie che non sono avvezze ai fumetti. E che non sanno cosa si perdono! Asterix l’esempio per eccellenza di un fumetto di successo: allegro e coinvolgente ma anche intelligente, con diversi livelli di lettura e zeppo di riferimenti culturali e storici. Non si finisce mai di leggere un episodio di Asterix, ogni volta si scovano cose nuove, la maggior parte delle volte divertentissime. Asterix ha fatto la sua prima apparizione il 29 ottobre 1959 nella rivista Pilote. Il talento dell’illustratore Albert Uderzo e il genio dello scenografo René Goscinny si erano incontrati a Bruxelles. Prima di Asterix, i due avevano collaborato per una serie basata sul guerriero indiano Oumpah-Pa. Dopo la scomparsa di Goscinny nel 1977, Uderzo ha portato avanti Asterix da solo e vorrebbe che la serie proseguisse anche dopo la sua morte. Asterix e Obelix dunque, non hanno intenzione di darsi una calmata. I centurioni romani rosicheranno.

    Chi? Asterix
    Dove? Rue de la Buanderie 33-35, 1000 Bruxelles
    Illustratore: Uderzo
    Editori: Dargaud, Albert-René

  • 15. Ric Hochet

    Ecco l’affresco di un fumetto che piacerà sicuramente agli aspiranti detective. A prima vista, sembra che un vento dispettoso porti via la pipa e il cappello al commissario Bourdon. Il cane improvvisa allora un siparietto che distrae il giornalista Ric Hochet rischiando di guastargli il reportage sulla solidità delle grondaie di Bruxelles... Ovviamente non può essere così semplice! Ad uno sguardo più attento al trompe-l'œil notiamo Nadine, che sta per essere aggredita da un malfattore misterioso con un enorme coltello che non promette niente di buono. È una fortuna che, negli ultimi cinquant’anni, Ric Hochet sia diventato un maestro nel salvare le vite (specialmente quella della nipote del commissario) e risolvere gli enigmi più intricati! È invece meno avvezzo alla moda. Da anni, il poliziotto porta infatti lo stesso maglione a collo alto abbinato a una giacca di tweed nera e bianca o ad un impermeabile. L’illustratore Tibet, alias Gilbert Gascard (1931-2010), e lo sceneggiatore André-Paul Duchâteau si sono conosciuti presso la sede degli studi Walt Disney di Bruxelles e sono entrambi cittadini onorari di questa città. In origine, Ric Hochet aiutava i lettori del settimanale Tintin a risolvere enigmi polizieschi di una pagina. Solamente nel 1961 diede vita alla sua grande opera. Nel corso di 78 album, il furbo giornalista in Porsche ha avuto la meglio sui più grandi ciarlatani e i pazzi più pericolosi. Inoltre, Tibet e Duchâteau sono i padri spirituali del western umoristico Chick Bill.

    Chi? Ric Hochet
    Dove? Rue du Bon Secours 9, 1000 Bruxelles
    Illustratore: Tibet
    Scenografo: A.P. Duchâteau
    Editore: Lombard

  • 16. Victor Sackville

    Chi sarà mai questo gentiluomo vestito di tutto punto che, su questo murale, fa una sgradevole scoperta in compagnia di un’affascinante signora? Ce lo immaginiamo più britannico di James Bond, il suo nome è Sackville, Victor Sackville. Spia alle dipendenze di Sua Maestà il re d’Inghilterra Giogio V, viaggia per il mondo durante la Prima Guerra Mondiale. Mette, ogni volta che può, i bastoni tra le ruote dei tedeschi senza mai, ovviamente, abbassarsi al loro livello. O si è gentiluomini o non lo si è. Sackville non è certamente il personaggio più celebre dei fumetti, ma lo spionaggio storico è un genere gradito agli intenditori. Questo perché l’illustratore vallone Francis Carin sa catturare perfettamente l’atmosfera dell’epoca, rispettando brillantemente la tradizione della linea chiara. Si sforza di curare le ambientazioni fin nel più piccolo dettaglio. È talmente minuzioso che a volte il risultato assomiglia più a un’evocazione turistico-storica che ad un fumetto. I fan delle prodezze architettoniche e delle auto d’epoca resteranno estasiati.  Allo stesso tempo l’affresco mette in evidenza la pavimentazione tipica delle strade di Bruxelles. La scena è tratta dal primissimo album, Il Codice Zimmerman 1, Omicidio al teatro dell’opera. Da (ri)scoprire!

    Chi? Victor Sackville
    Dove? Rue du Marché au Charbon 60, 1000 Bruxelles
    Illustratore: Francis Carin
    Scenografo: François Rivière, Gabrielle Borile
    Editore: Lombard

  • 17. Broussaille

    Broussaille è stato il primo affresco a fumetti ad essere realizzato nel luglio 1991. A giudicare dall’andatura, il fulvo e la sua simpatica e astuta amica Catherine non hanno intenzione di trattenersi. L’allegra coppia, ha voglia di farsi una bella passeggiata in città. Romantico e affabile, il ragazzo sarebbe sicuramente una guida perfetta. L’erudito abitante di rue Godecharle, nel cuore del quartiere Léopold, conosce Bruxelles come le sue tasche e ama passeggiarvi. Nella sua ultima “avventura", Con un fauno sulla spalla, Broussaille ammira la città dal tetto di casa provando una profonda armonia con l’universo. Decide allora di raccontare e condividere questi momenti di intensa gioia e di sintonia con la natura. L’autore brussellese Frank Pé non nasconde che Broussaille sia il suo alter ego. Del resto, è innegabile. I due hanno entrambi un animo sensibile, sono dei sognatori incalliti e innamorati della natura fin nel profondo del cuore. Le loro visioni sono popolate da fauni filosofi, balene che sorvolano la città grigia, tartarughe che ne attraversano i viali. Frank Pé ha disegnato i suoi primi Broussaille nel 1978 per la rubrica Nature della rivista di fumetti Spirou. Qui il giovane amava condividere la sua conoscenza della natura con i lettori. La pubblicazione del primo album risale al 1984 con Bom come scenografo. Seguirono altri quattro albi. Per Frank Pé, la qualità è una priorità.

    Chi? Broussaille
    Dove? Plattesteen, 1000 Bruxelles
    Autore: Frank Pé
    Editore: Dupuis

  • 18. Olivier Rameau

    Poco distante dal Manneken-Pis, si trova uno dei murales a fumetti più festosi del percorso. L’uomo leggiadro e gioioso che, con entusiasmo, si toglie la paglietta e tende la mano a una sensuale apparizione si chiama Olivier Rameau. La bellezza in abiti succinti è invece Colombe Tiredaile. L’uomo con la bombetta che ferma il traffico è il simpatico Signor Folio. I tre signori togati sono gli Ziroboudons, dirigenti di Hallucinaville, la capitale dei paesi di Rêverose. In questo universo utopico parallelo, non si sa cosa siano i soldi, e i pagamenti sono in lacrime di gioia, canzoni, risate oppure baci. Il disegnatore Dany e lo scenografo Greg erano forse sotto effetto di allucinogeni quando nel folle anno ‘68, immaginarono la saga poetico-onirica Olivier Rameau? Mah, un po’ di “flowerpower” non guasta nella Bruxelles odierna. Questa saga dai tratti psichedelici ha fatto furore negli anni ‘70 ma bisognerà attendere il 2005 perché dopo ben 18 anni sia pubblicato finalmente un nuovo album. Non arrossite signori se vi capita di attardarvi più del dovuto sulle forme di Colombe Tiredaile. Dany eccelle infatti nell’arte di disegnare curve voluttuose, seni prorompenti e labbra carnose. Disegna anche per la serie erotico-umoristica Blagues Coquines.

    Chi? Olivier Rameau
    Dove? Rue de Chêne 9, 1000 Bruxelles
    Illustratore: Dany
    Scenografo: Greg
    Editore: Lombard

  • 19. Le Jeune Albert (il piccolo Albert)

    Il più grande illustratore mai nato? Forse è proprio Yves Chaland (1957-1990). Aveva appena 33 anni quando perse la vita in un incidente stradale. Per questo non ha avuto il tempo di farsi conoscere dal grande pubblico. I collezionisti, tuttavia, si contendono l’esiguo numero di opere che ci ha lasciato. Alcuni illustratori famosi lo considerano un modello e gli esperti lo stimano enormemente. Chaland era francese ma disegnava più belga dei belgi. Questo grande artista raccolse l’eredità dei maestri della linea chiara senza però imitare pedissequamente lo stile di Hergé o di altri. La nostalgia è sì palpabile ma siamo ben lontani dall’esaltazione del passato. Approcciandosi alla tradizione con disinvoltura, Chaland coniuga lo stile rilassato di Hergé e di Jacobs con il dinamismo di Franquin e Jijé. Il meglio dei due mondi insomma: la scuola di Bruxelles e quella di Marcinelle. L’essenza stessa dello “stile Atome”, che fece seguaci in tutta Europa. Bob Fish e Freddy Lombard sono i personaggi più conosciuti di Charland. Il magnifico affresco di rue des Alexiens rinvia a Jeune Albert. In questi album Chaland racconta i tiri mancini, talvolta immensamente crudeli di una piccola peste della Bruxelles del dopo guerra. Nell’affresco tuttavia, il ragazzino, troppo assorto nella lettura per immaginare una delle sue marachelle, legge un romanzo della famosa collezione "Série Noire". Speriamo solo che non perda il tram...

    Chi? Le Jeune Albert (il piccolo Albert)
    Dove? Rue de Alexiens 49, 1000 Bruxelles
    Autore: Yves Chaland
    Editori: Humanoïdes Associés, Métal Hurlant

  • 20. Blondin et Cirage

    La loro gabbia per uccelli non riesce a impedire al ghiotto animale giallo di impadronirsi del frutto desiderato. Nel primo riquadro il fruttivendolo è arrabbiato ma nella seconda, si sente già più a suo agio. I due giovani clienti, invece, che devono pagare il conto, non l’hanno presa proprio bene... Gli affamati di fumetti hanno sicuramente riconosciuto Blondin e Cirage. Blondin è un personaggio serio sullo stile di Tintin che risolve i problemi con la ragione. Cirage, invece, è il suo amico intimo un po’ scapestrato che preferisce passare subito all’azione. I due personaggi si sono imbarcati nella loro prima avventura tra il 1939 e il 1942 sul giornale cattolico Petits Belges. Sono una trovata di Joseph Gillain (1914 -1980) o Jijé. Il sostenitore e pioniere del fumetto belga ha iniziato la sua carriere nel 1939 presso il settimanale Spirou che aveva appena aperto i battenti. Riprese la saga Spirou del francese Rob-Vel e vi introdusse Fantasio. Diede inoltre vita a Jean Valhardi e disegnò delle strisce americane per rispondere all’interruzione degli approvvigionamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Pilastro del giornale Spirou molto in voga dopo la guerra, Jijé attirò uno dopo l’altro grandissimi talenti tra cui Will, Morris, Eddy Paape e Franquin. Negli anni ‘50, Jijé creò anche la serie western Jerry Spring e, cattolico convinto, trasformó in immagini una biografia di Baden-Powell e di Don Bosco. Dieci anni dopo, riprese Tanguy e Laverdure di Albert Uderzo e Barba Rossa di Victor Hubinon. Questo illustratore dotato e inventivo sapeva approcciarsi a tutti i generi. Comprese inoltre sin da subito il potenziale d’attrazione del Marsupilami di Franquin, di cui introdusse una variante in un episodio dove Blondin e Cirage scoprono i dischi volanti. Il Marsupilami Africanis non ha la coda, è più grosso e meno amato dai fruttivendoli.

    Chi? Blondin et Cirage
    Dove? Rue de Capucins 15, 1000 Bruxelles
    Autore: Jijé
    Editori: Averbode, Dupuis, Magic Strip

  • 21. Odilon Verjus

    Riconoscete la donna affascinante che un robusto missionario aiuta galantemente a scendere? Un indizio: la sua tenuta più famosa si limitava a un gonnellino di banane. Esatto, è proprio la famosa Joséphine Baker che, nel periodo tra le due guerre mondiali, infiammava Parigi con i suoi spettacoli di cabaret un po' osé e che, per il varietà alle Folies Bergères del 1927, era accompagnata da questo leopardo. La serie di fumetti di cui parliamo racconta le folli peripezie del missionario Odilon Verjus e del suo timoroso allievo Laurent de Boismenu. Joséphine Baker compare solo in tre album su sette. Va detto, però, che è la vera star di questo murale che si trova a due passi dal Palais de Justice. Il disegno è di Laurent Verron, al quale il defunto Jean Roba aveva chiesto di continuare Boule et Bill. Verron e lo sceneggiatore Yann, per il momento, non prevedevano nuovi episodi degli Exploits d'Odilon Verjus. La serie d'avventura umoristica è infarcita di personaggi (Édith Piaf, Hitler, Stanlio & Ollio, John Wayne, ecc.) e eventi storici, il che richiede molte ricerche. Odilon Verjus è un burbero, innervosito dal fatto che il Vaticano lo tenga lontano dalla sua amata Papua Nuova Guinea per svolgere continue missioni segrete. Ma, in realtà, è la generosità fatta persona. Non fatevi ingannare dalla severità della barba bianca e del completo: la sua approfondita conoscenza di parolacce della Papua Nuova Guinea e canzoni sconce farebbe arrossire un bel po' di persone. E che non vi venga in mente di stuzzicarlo perché il suo passato di monello a Parigi, protettore a Pigalle e cappellano in trincea a Verdun parla per lui. Miss Baker è in buone mani!

    Chi? Odilon Verjus
    Dove? Rue des Capucins 13, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Laurent Verron
    Sceneggiatore: Yann
    Editore: Lombard

  • 22. Jojo

    In quale anno collocare questo tipico quadretto di felicità domestica? La padella, l'amore della nonna per le stoffe a fiori e a pois e il fatto che, sul tavolo, invece dei Cornflakes campeggi una grande tartina, ci fanno pensare che la scena sia di circa mezzo secolo fa. Ma chi ha riconosciuto il personaggio dei fumetti in causa, sa che non è così. Il ragazzino giocoso si chiama Jojo e ha un Game Boy. In sostanza, questo fumetto accattivante si svolge proprio ai giorni nostri. Questo adorabile ragazzino di sette anni morde la vita con un appetito contagioso e, di solito, si trova in compagnia del grande amico Gros Louis, il ragazzone che, nel murale, testa la resistenza della lampada. In mancanza della mamma, Jojo abita con Nonna Léontine, in uno di quei luoghi in cui la città lascia il posto alla campagna. L'occupatissimo papà di Jojo, invece, vive in un ambiente più urbanizzato e moderno. Detto ciò, la datazione incerta non ha niente di casuale. Il disegnatore André Geerts (1955-2010), scomparso troppo presto, amava condire i suoi lavori con un filo di nostalgia o romanticismo. Attraverso scene quotidiane di vita in famiglia, provava a ricostruire il paradiso perduto. Questa capacità di cogliere i piccoli momenti, così preziosi, si univa al suo stile grafico dinamico e al contempo delicato, che privilegia i tratti rotondi e i colori pastello. Jojo è nato nel 1983, ma, inspiegabilmente, non ha mai raggiunto, in termini di vendite, il successo che avrebbe meritato. Speriamo che sia il tempo a porvi rimedio!

    Chi? Jojo (Petit Jojo)
    Dove? Rue Piereman, 1000 Bruxelles
    Autore: André Geerts
    Editore: Dupuis

  • 23. La Pattuglia dei Castori

    Vari eroi dei fumetti belgi sono esempi educativi, ragazzini che non hanno paura di lanciarsi nelle più disparate avventure e difendono valori nobili come la giustizia, l'amicizia e la benevolenza. Dobbiamo tenere a mente che molti disegnatori famosi hanno un passato di boy-scout e hanno fatto le loro prime esperienze in giornali di associazioni scout. Tintin è opera di Renard Curieux (Volpe Curiosa), Bob e Bobette di Renard Rusé (Volpe Astuta), Natacha di Autruche Dynamique (Struzzo Dinamico), Nerone di Héron Constant (Airone Costante) e i Puffi di Bélier Humoristique (Ariete Umoristico). Tuttavia, sarà Toucan Bénévole (Tucano Benevolo) a restare più attaccato ai principi scout. Toucan Bénévole era il totem di Michel Tacq (1927-1994), originario di Uccle. Con lo pseudonimo di Mitacq, questo ammiratore di Hergé disegna, nel 1953, le prime avventure di un gruppo di esploratori. Poulain (il carismatico capo pattuglia), Faucon (l'intellettuale), Chat (il rischiatutto), Tapir (il buongustaio) e Mouche (il più piccolo della banda, timido e riservato) sono la Pattuglia dei Castori. I primi 21 soggetti sono di Jean-Michel Charlier, conosciuto per le serie Blueberry e Buck Danny. Gli ultimi nove sono di Mitacq. Il murale dà, in realtà, un'immagine distorta della Pattuglia dei Castori. Dipingere facciate cieche nel cuore del quartiere Marolles è certamente una di quelle buone azioni che gli scout dovrebbero compiere quotidianamente. Ma, in realtà, Poulain, Faucon & co. hanno raramente il tempo di dedicarsi a questo tipo di azioni. Come nel caso di Jommeke, Tintin e Bob e Bobette, rientrano a casa troppo tardi per la cena perché, da loro, ci si aspettano atti eroici all'altro capo del mondo. Dove non basta qualche strato di vernice, ma ci vogliono interventi umanitari in dittature militari.

    Chi? La Pattuglia dei Castori
    Dove? Rue Blaes - Rue Piereman, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Mitac
    Sceneggiatori: Jean-Michel Charlier, Mitacq
    Editore: Dupuis

  • 24. Le Chat

    Ma guardate! Un gatto che indossa un completo e si mura da solo su una facciata cieca! Le Chat appare per la prima volta nel giornale Le Soir il 22 marzo 1983. Questo gatto umoristico e filosofico che si rivolge direttamente al lettore è un'invenzione di Philippe Geluck. Originariamente, la vignetta aveva una collocazione fissa, ma poi è diventata sempre più una mina vagante che appariva in punti inaspettati del giornale. La grafica è semplice, sobria ed efficace, poiché l'attenzione deve essere catturata da quello che Le Chat ha da dire. Il personaggio non vive solo di applausi, anzi: è molto soddisfatto quando riesce, ancora, a sconcertare per un po' il lettore. Lo fa, soprattutto, con osservazioni assurde o filosofiche o con battute su temi apparentemente banali trattati da una prospettiva insolita. Non vuol far ridere a crepapelle, vuol suscitare un sorriso sentito. Il primo albo, che raccoglieva le gag più esilaranti, esce nel 1986 e ha un grandissimo successo. Le Chat è anche l'autoritratto di Geluck. 'Soprattutto quando dice cose intelligenti e non quando dice stupidaggini', scherza. In generale, i disegnatori di fumetti non fanno a gara di notorietà con i loro personaggi, ma Geluck fa eccezione. Innumerevoli programmi alla radio e in televisione, in Belgio e in Francia, l'hanno reso una celebrità. Siamo certi che, con quattro o cinque parole ben scelte, Le Chat potrebbe ironizzare sul fatto che, nel frattempo, il suo creatore sia stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere a Parigi.

    Chi? Le Chat
    Dove? Boulevard du Midi 87, 1000 Bruxelles
    Autore: Philippe Geluck
    Editore: Casterman

  • 25. Quick e Flupke

    Grazie al film di Steven Spielberg, Tintin è diventato una star internazionale. Ma non dimentichiamo che Hergé (1907-1983) aveva anche altri due figli. Quick e Flupke sono, per molti aspetti, agli antipodi di Tintin. Sono più sovversivi che esemplari. Non vivono le loro avventure ai quattro angoli del mondo, ma nel quartiere Marolles, il quartiere popolare di Bruxelles in cui è cresciuto Hergé. I due ketjes (ragazzini) hanno giusto un anno in meno di Tintin. Le loro prime divertenti marachelle sono uscite nel 1930 in Le Petit Vingtième, inserto per ragazzi del Vingtième Siècle che ha ospitato anche il primo Tintin. Gli album sono composti da vari racconti comici di una o due pagine, con o senza testo. Quick, con il maglione rosso a collo alto, e Flupke, con la giacca verde, si divertono a fare marachelle o combinano guai senza volere, il tutto scontrandosi sempre con l'autorità.

    Chi? Quick e Flupke
    Dove? Rue Notre-Seigneur 19, 1000 Bruxelles
    Autore: Hergé
    Editore: Casterman

  • 26. Passe-moi l'ciel

    Nella serie di fumetti umoristici Passe-moi l'ciel, lo sceneggiatore Janry (Le Petit Spirou) e il disegnatore Stuf si prendono allegramente gioco di San Pietro e Lucifero. Alla porta del cielo i ritardatari, gli sbandati o gli angioletti disobbedienti danno grattacapi e fanno lavorare sodo San Pietro. Non riesce mai a riposarsi in po' o a giocare una partita di biliardo. Proprio chi dovrebbe controllare che tutto fili liscio in paradiso vive un vero e proprio inferno. E allora, come condannare il pover'uomo se, ogni tanto, si fa un goccetto di troppo e lascia entrare soggetti che di certo non meriterebbero il Paradiso? Il fatto che niente di umano sfugga a San Pietro è comprensibile anche dal murale malizioso in rue des Minimes. Qualche metro più avanti troviamo il Palais de Justice, il che ha ovviamente ispirato quei burloni di Janry e Stuf. Lucifero potrebbe denunciare l'illustre vicino del piano di sopra. Non solo rovina il suo barbecue: San Pietro gestisce anche una piantagione di cannabis e, a giudicare dal suo sorriso beato, la qualità dell'erba deve essere eccellente. L'avvocato togato, tuttavia, non sembra in vena di grandi prodezze giuridiche. E anche un semplice fermo di polizia sembra lontano. Il braccio della legge è troppo impegnato a seguire il rasta e sorvegliare una spiaggia di nudisti. Un uomo deve avere ben chiare le proprie priorità!

    Chi? Passe-moi l'ciel
    Dove? Rue des Minimes 91, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Stuf
    Sceneggiatore: Janry
    Editore: Dupuis

  • 27. Titeuf

    Bobette ha la testa a forma d'uovo, Tintin ha un ciuffo ribelle. Titeuf li ha entrambi. Il nome lo deve alla testa a uovo e 'piccolo uovo' (petit œuf)  è diventato … Titeuf. Ma è soprattutto grazie alla ciocca bionda fiera e ribelle che lo si nota immediatamente, sempre e ovunque. E forse un po' anche per il suo comportamento. Guardate il murale. Titeuf, arrivato a Bruxelles in gita con la scuola, si solleva sulle sfere dell'Atomium per vedere, in una sorta di specchio convesso, se i capelli sono ben pettinati? Oppure lo fa per spiare le ragazzine dall'alto? Con un bambino così curioso e irrequieto, non si sa mai! Di certo, i suoi scherzi, le sue battute e i suoi sbalzi d'umore piacciono un sacco ai piccoli lettori. Con una tiratura superiore al milione e mezzo di esemplari, possiamo parlare senza remore di fenomeno. Il ragazzino, che era già stato protagonista di una serie animata, di giochi elettronici e di un modello di carta da parati, è anche apparso sul grande schermo nel 2011. Il suo padre spirituale è un fan dei Led Zeppelin e smentisce il cliché secondo cui gli Svizzeri sono privi di senso dell'umorismo. Si chiama Philippe Chappuis quando va in banca, ma Zep quando firma fumetti. Titeuf è un fumetto umoristico che non punta solo sulle gag, ma lascia spazio alle emozioni, alla sorpresa e alla tenerezza. Il nostro piccolo ragazzo parla come un vero bambino e non come gli adulti pensano che parlino i bambini. Le sue avventure non avvengono in pianeti lontani, ma in cortile a ricreazione, in classe, a casa o sulla strada per scuola. La sua immaginazione fa il resto. È convinto che la sua maestra sia un'extraterrestre. Il mondo grottesco dei grandi visto attraverso gli occhi di Titeuf fa morire dal ridere!

    Chi? Titeuf
    Dove? Avenue Bockstael 1, 1020 Laeken
    Autore: Zep
    Editore: Glénat

  • 28. Tintin

    Bruxelles ama Tintin. I viaggiatori che arrivano alla Gare du Midi non possono perderlo: dalla celebrazione del centesimo anniversario della nascita di Georges Remi (1907-1983), alias Hergé, un murale di otto metri per otto campeggia all'entrata sul lato di Place Horta. Hergé, originario di Bruxelles, è considerato uno dei più grandi disegnatori di fumetti di tutti i tempi. Il disegno è un ingrandimento della 56esima vignetta di Tintin in America. Tintin non si intrufola sulla locomotiva per evitare di pagare il biglietto. Questo ragazzo, onesto e coraggioso, non lo farebbe mai. Sta cercando Billy Smiles. Questo gangster vuole uccidere Tintin perché si è rifiutato di liquidare il noto Al Capone. Terzo albo della serie di Hergé, conosciuta in tutto il mondo, Tintin in America risale al 1932. È passato, quindi, tanto tempo, ma da allora, in tutto il mondo, Tintin non ha mai smesso di entusiasmare i lettori da 7 a 77 anni. Un successo che ha molto a che fare con la grafica inimitabile e senza tempo di Hergé. Oggi i suoi disegni originali raggiungono cifre da capogiro quando vengono battuti all'asta. Ma il fumetto è diventato un fenomeno anche per le avventure movimentate e accattivanti di Tintin ai quattro angoli del mondo. Di per sé, l'eroe con il ciuffo è un personaggio relativamente incolore e anonimo. Addirittura, il lettore non conosce né il suo vero nome né la sua situazione familiare. Ma è proprio questa neutralità a far sì che sia a proprio agio dappertutto e che chiunque possa identificarsi in lui. I suoi amici, i suoi avversari, i suoi conoscenti, come il Capitano Haddock, il Professor Girasole o gli sbadati poliziotti Dupond e Dupont, risultano ancora più buffi e pittoreschi.

    Chi? Tintin
    Dove? Place Horta, 1000 Bruxelles
    Autore: Hergé
    Editore: Casterman

  • 29. Martine

    Scorazzare così, in città, con il proprio cane, allegra e spensierata, non è forse un atto di eroismo? Il cane è Patapouf e la ragazzina si chiama Martine. O almeno, così si chiamavano a Tournai. A Bruges, Martine diventa Tiny, a Tirana Zana, a Madrid Martita, a Cagliari Cristina, a Douvres Debbie, a Skopje Mapuka, a Ankara Aysegül, a Maribon Marinka e a Malmö Mimmi. Sono oltre 85 milioni gli album venduti in una trentina di paesi. Martine è la prova che anche una ragazzina modello può diventare una star mondiale. Ogni album è dedicato a un nuovo hobby o a una nuova attività di questa bambina, incredibilmente saggia, benevola e talentuosa. La serie iniziava con una visita in fattoria. Seguivano il mare, il circo, la montagna e il parco. Nel 1964 faceva compere. Nel 1968 giocava a fare la mamma. Nel 1975 imparava a nuotare. Nel 1994 trovava un micino randagio e, nel 2009, proteggeva la natura. Il tutto rimanendo, sempre, incredibilmente brillante. Il disegnatore vallone Marcel Marlier (1930-2011) era, lui stesso, un perfezionista. Sin dalla prima uscita di Martine nel 1954, il carattere di ragazzina ideale è restato uguale. Il look, invece, è cambiato, Marlier ha seguito fedelmente le mode del momento. La serie è popolare soprattutto tra le ragazzine che seguono gli insegnamenti della protagonista. La bellezza e l'armonia idilliache dei disegni sono innegabili. Marlier privilegia un realismo ingenuo accompagnato da illuminazioni sottili, toni pastello gentili e scenari cesellati fin nei minimi dettagli.

    Chi? Martine
    Dove? Avenue de la Reine 325, 1020 Laeken
    Disegnatore: Marcel Marlier
    Sceneggiatori: Gilbert Delahaye, Jean-Louis Marlier
    Editore: Casterman

  • 30. Le Roi des Mouches

    Guardate i nomi sopra le gabbie restate intatte: King Kong e il Minotauro non lasceranno presto lo zoo immaginario all'ombra dell'Atomium. È lo Yeti che ha scelto di liberare questo ragazzino pieno di entusiasmo che, evidentemente, adora Batman e i pantaloni larghi. L'animale può anche somigliare a un gigantesco gorilla peloso, si tratta proprio dello Yeti. Prova numero uno: le sbarre della gabbia dello Yeti sono state forzate. Prova numero due: Tintin in Tibet. In questo commovente album conosciuto in tutto il mondo, Tintin non si arrende all'idea che l'amico Tchang (Il Loto Blu) non sia sopravvissuto a un disastro aereo nei cieli dell'Himalaya. Decide di andarlo a cercare e, in effetti, Tchang è ancora vivo: è stato raccolto da un essere maldestro, di sesso femminile, solitario e generoso che, povero animale, altri non è che l'abominevole uomo delle nevi. Paragonate l'aspetto (la testa a forma di conchiglia) e i tratti del carattere dello yeti di Hergé con quelli dello yeti di Mezzo e capirete facilmente che si tratta di un omaggio. Mezzo è lo pseudonimo di Français Pascal Mesenburg. Nella serie Le Roi des Mouches, con sceneggiatura di Michel Pirus, si delinea un universo molto più inquietante e oscuro di quello presentato nel murale in rue Stiernet. Che si tratti dell'influenza di Hergé o meno, è ovvio che la cultura underground americana vi ha attinto. Con un piacere sardonico, gli autori analizzano, in storie corte, disegnate meravigliosamente e dall'atmosfera opprimente, la follia sorda e le frustrazioni di giovani che si annoiano a morte in un ambiente piccolo-borghese. Le Roi des Mouches è una manna dal cielo per i fan di David Lynch, Robert Crumb, Charles Burns …

    Chi? Le Roi des Mouches
    Dove? Rue Hubert Stiernet 23, 1020 Laeken
    Disegnatore: Mezzo
    Sceneggiatore: Pirus
    Editore: Drugstore

  • 31. Lincoln

    Blueberry, Lucky Luke, Comanche, Buddy Longway, Jerry Spring ... la lista di grandi fumetti western era già lunga. Lungi dal farsene un problema - e giustamente - la famiglia Jouvray, nel 2002, ha proposto una nuova serie western chiamata Lincoln. Olivier Jouvray si occupa della sceneggiatura, il fratello Jérôme dei disegni e Anne-Claire, moglie di quest'ultimo, dei colori. Come vediamo nel murale in rue des Palais, questo fumetto picchia duro. Lincol è il ragazzo con il cappello che sta per litigare con il gigante che si rimbocca le maniche. Non è la prima volta che questo cowboy solitario e irascibile lascia che siano i suoi pugni a parlare o, invece, si becca qualche pugno. Lincoln è un attaccabrighe incallito e un chiacchierone che non vuole stancarsi troppo. Ma ecco, proprio su questo tipo di uomini Dio fa affidamento per mettere un po' d'ordine in questo inizio del ventesimo secolo, proprio come dei supereroi. Dio ha scommesso che Lincoln, un giorno, conoscerà la felicità. E per esserne sicuro, ha reso immortale il nostro cowboy cinico. Quando arrivano i colpi, Dio preferisce farsi da parte. Nel murale assiste alla scena dal primo piano, circondato da angioletti che suonano l'arpa. Due porte più in là, vediamo il suo eterno avversario, il diavolo, che sghignazza. L'idea originale si declina in una serie di avventure accattivanti nelle quali Lincoln, in particolare, riesce a esprimere, con un umorismo feroce, lo sguardo fosco con cui guarda al mondo.

    Chi? Lincoln
    Dove? Rue des Palais, 1020 Laeken
    Disegnatore: Jérôme Jourvray
    Sceneggiatore: Olivier Jouvray
    Editore: Paquet

  • 32. Le Petit Spirou

    "È un bambino birichino, schietto, in salute, burlone quando serve, ma con un cuore buono: è un modello, il Paladino del Buonumore." Ecco come il fiero editore Jean Dupuis descriveva Spirou, l'eroe che condivide il nome con la leggendaria rivista di fumetti. Inizialmente opera del disegnatore francese Rob-Vel, il personaggio venne poi ripreso da altri, tra i quali i più noti restano Jigé (1943-1946) e André Franquin (1946-1968). Oggi, il fumetto è affidato a Morvan e Munuera. Ma tra il 1981 e il 1998, sono stati Tome e Janry a occuparsi di Spirou. I due compari si erano conosciuti quando ancora si chiamavano Philippe Vandevelde e Jean-Richard Geurts. Nel 1983, per un numero speciale, immaginarono una gag sull'infanzia di Spirou: Ecco come nacque Le Petit Spirou. Con le sembianze non di un eroe senza macchia e senza paura, ma di un piccolo monello che manifesta un interesse ingenuo e precoce per il sesso e che mostra un'immaginazione senza freni. Caratteristiche che non gli sono d'aiuto quando diventa nuovamente vittima di educatori bizzarri e, a volte, completamente pazzi. La serie ha avuto un successo enorme. I disegni curati, il sano umorismo e l'atmosfera leggermente nostalgica dovrebbero permettergli di reggere ancora qualche anno. La giostra che appare nel murale di Bruparck non può ancora smettere di girare, per la gioia della passionale professoressa di calcolo del Petit Spirou. Ossia Mademoiselle Claudia Chiffre, l'amazzone dalle gambe scoperte che attira gli sguardi di tutti i papà.

    Chi? Le Petit Spirou
    Dove? Bruparck, 1020 Laeken
    Disegnatore: Janry
    Sceneggiatore: Tome
    Editore: Dupuis

  • 33. Gaston Lagaffe

    Trova che la giornata sia di nuovo troppo bella per regalarla, stupidamente, al proprio datore di lavoro e, appoggiandosi al cornicione della finestra, eccolo che gioca con lo yo-yo. Il seguito era scritto nelle stelle: lo yo-yo colpisce in pieno la testa di un passante, d'altronde l'arte di essere Gaston Lagaffe non si insegna. Primo antieroe e migliore esponente, in veste pagliaccesca, della critica sociale del fumetto franco-belga, questo anarchico dal cuore tenero appare il 28 febbraio 1957 nella rivista Spirou. Nei primi numeri, la sua presenza si limitava a qualche apparizione misteriosa. Fare da elemento disturbatore è stata, da subito, la vocazione di questo essere così poco incline al lavoro. In seguito, è diventato addetto allo smistamento della posta e, poi, fattorino nella redazione di Spirou. Il suo talento per seminare scompiglio a colpi di esperienze bizzarre, invenzioni improbabili (come il Gaffofono!) o idee che uniscono genio e assurdo l'hanno reso velocemente popolare tra i lettori. Il disegnatore André Franquin (1924-1997), originario di Bruxelles, era molto affezionato a Gaston, imperscrutabile per gli adulti seri e capace di adornare con una sola parola - M'enfin! (Ma insomma!) - le ondate di insulti e gli accessi di collera più violenti. Nel corso degli anni, Franquin userà sempre più questo alter ego anticonformista per esprimere le sue preoccupazioni ecologiche e umanitarie. Come Hergé, Franquin fu un grande esempio per le generazioni seguenti. In molti rimanevano meravigliati per la sua grafica flessibile e particolarmente dinamica. "È un grande artista, accanto al quale sono solo un misero disegnatore", riconosceva Hergé.

    Chi? Gaston Lagaffe
    Dove? Rue de l'Écuyer 15, 1000 Bruxelles
    Autore: Franquin
    Editori: Dupuis, Marsu Productions

  • 34. Monsieur Jean

    Vedete quel signore che non sembra curarsi del brutto tempo e del fatto che il tram abbia già acceso i fari? Mano destra nella tasca dei pantaloni, valigetta nella mano sinistra, sigaretta tenuta in bocca con noncuranza, passa davanti a una delle nostre belle brasserie che servono gueuze ed altre specialità di Bruxelles. Bene, ecco Monsieur Jean, che a volte lascia i calzini sul pavimento. Come facciamo a saperlo? Perché dopo una manciata di album, conosciamo Monsieur Jean meglio delle nostre tasche. Questo romanziere parigino non vive di avventure grandiose e accattivanti, ma ha un'esistenza del tutto ordinaria. Ad ogni album, invecchia un po'. La paura della portinaia è stata sostituita dalla paura di impegnarsi, a sua volta sostituita da quella della paternità. Vortici di relazioni, depressioni, amici capaci di lamentarsi all'inverosimile, lotta senza fine contro la routine, fastidi quotidiani che tolgono ogni energia: tutto ciò che gli succede è teneramente familiare. Il tono oscilla tra la leggerezza e la malinconia. Un po' come la vita reale. La grafica è semplice, ma gradevole e elegante, e riesce ad addolcire la morale. La relazione tra la noncuranza e la chiarezza del tratto lascia a bocca aperta. E, diversamente dal modello di collaborazione classico (uno sceneggiatore e un disegnatore), gli autori Philippe Dupuy e Charles Berberian lavorano insieme alla storia, ai dialoghi e ai disegni. Traggono ispirazione dall'ambiente circostante. Nel 2008 hanno vinto il Grand Prix du Festival International de la bande dessinée d'Angoulême.

    Chi? Monsieur Jean
    Dove? Rue des Bogards 28, 1000 Bruxelles
    Autori: Philippe Dupuy & Charles Berberian
    Editori: Humanoïdes Associés, Dupuis, Oog&Blik

  • 35. FC De Kampioenen

    Cari visitatori stranieri, non ridete, per favore: nelle Fiandre la squadra di calcio più popolare non è il Club di Bruges, né lo Sporting di Anderlecht o il Barcellona, né la nazionale, ma piuttosto, una serie di amatori che, solo raramente (per non dire mai), vincono una partita. Come mai? Le misere performance sportive del FC de Kampioenen sono paragonabili solo alla loro capacità di far ridere. In realtà, l'FC de Kampioenen non è un vero club, ma il nome di una serie tv che, tra il 1990 e il 2011 è stata molto popolare. Anche le repliche delle repliche riuscivano a incollare intere famiglie al piccolo schermo. E dal 1997, i 'Kampioenen' sono diventati anche un fumetto. Fin dal primo album, questa serie umoristica ha avuto un grande successo. La serie è opera di Hec Leemans, un disegnatore esperto, noto per la storica serie Bakelandt. Nel murale, possiamo riconoscere i personaggi principali. L'uomo con i baffi e la cravatta gialla che gesticola freneticamente è Baltahasar Boma, presidente-produttore di salsicce - donnaiolo impenitente. A sinistra, Fernand Costermans si definisce antiquario, ma è in realtà il re della truppa. La signora in minigonna, in alto al centro, è Carmen: una chiacchierona che spesso provoca i rocamboleschi malintesi al centro degli episodi. Ma il più divertente della banda, probabilmente, è il giovane padre con il suo neonato: il tragicamente ingenuo e maldestro Marc Vertongen.

    Chi? FC De Kampioenen
    Dove? Rue du Canal 27, 1000 Bruxelles
    Autore: Hec Leemans
    Editore: Standaard

  • 36. La Vache

    Raramente, nel mondo dei fumetti, i bambini seguono le orme dei genitori. Un'illustre eccezione è il figlio di Bob De Moor, che fu braccio destro di Hergé. Johan De Moor ha iniziato la sua carriera come disegnatore di giornali. All'inizio degli anni '80 è entrato negli Studios Hergé. Immagina nuove gag per Quick e Flupke e fa di loro gli eroi di una bella serie di brevi cartoni animati per la tv. Sia Hergé che Edgar P. Jacobs erano spesso ospiti in casa De Moor e, dunque, avevano assorbito la famosa 'linea chiara' fin da piccoli. Ma è traendo ispirazione da una tradizione più vicina a Brueghel, trovandosi vicini al comico e al popolare alla maniera di Willy Vandersteen e non esitando a ispirarsi a un mix sperimentale di varie tecniche, che Johan De Moor riesce a creare il proprio stile sgargiante e personale. Guardate i due murales esuberanti che rallegrano l'ostello della gioventù Sleep Well. Non si capisce da dove iniziare a guardare. Verso le bombette di Magritte? Il Segno giallo sulla sfera dell'Atomium? O la mucca che fa skateboard? Questo bovino, infatti, è l'agente segreto Pi = 3,1416, che ha ispirato De Moor e lo sceneggiatore Stephen Desberg una serie maliziosa, surrealista e un po' anarchica. Nel secondo murale, la mucca si chiede, un po' spaventata, dove stia andando questo topolino entusiasta che cavalca il missile di Tintin. Il gigante con l'abito a scacchi appartiene al folklore di Bruxelles. Proprio come le gaufres ("woefel") e il puré di patate e verdure ('stoemp') apprezzati nella friggitoria ('frituur'), ma non dall'elefante con lo sguardo folle seduto sul tettuccio di una macchina blu. 'Quando leggo i tuoi album, ho la sensazione di ricevere un barattolo di vernice in faccia', disse un giorno un disegnatore e amico a Johan De Moor.

    Chi? La Vache
    Dove? Hôtel Sleep Well, Rue du Damier 23, 1000 Bruxelles
    Autore: Johan De Moor
    Editori: Casterman, Lombard

  • 37. Yoko Tsuno

    La tuta spaziale verde e la boccia per pesci in testa non sono dei più carini. Dal murale non si vede, ma credeteci (o andate a controllare nel fumetto), Yoko Tsuno è piuttosto carina. Tale affermazione è tuttavia un po' riduttiva. Con l'hostess Natacha, Yoko Tsuno, all'inizio degli anni '70, è stata una delle prime eroine ad avere la propria serie di fumetti. Yoko rappresenta una vera rottura con il classico stereotipo della donna. Ingegnere elettronico, ha la passione per i viaggi nello spazio ed è almeno tanto energica, coraggiosa e innamorata dell'avventura quanto i suoi colleghi maschi di fumetti. La giovane giapponese è una buddista poliglotta che, grazie alla conoscenza dell'aikido e del kendo riesce a redarguire vari malviventi e si muove agevolmente tra varie culture. Le sue avventure si svolgono sia sulla Terra che nello spazio. Ma che visiti la città di Bruges nel XV secolo grazie a un viaggio nel tempo o che affronti i pericoli del pianeta Vinea, resta sempre fedele a se stessa. Lealtà, amicizia e rispetto della vita sono i valori che, per lei, vanno al di sopra di tutto. Questa sensibilità la distingue, con raffinatezza, dagli eroi muscoli. Yoko Tsuno è una creazione di Roger Leloup per il settimanale Spirou. Tramite questa eroina, l'autore di fumetti vallone vuole risvegliare l'interesse per la tecnologia moderna, la scienza e l'astronomia. Si documenta in maniera rigorosa e cura ogni disegno nei minimi dettagli. A riprova di ciò, sono solo 25 gli album pubblicati in quarant'anni.

    Chi? Yoko Tsuno
    Dove? Rue Terre-Neuve, 1000 Bruxelles
    Autore: Roger Leloup
    Editore: Dupuis

  • 38. XIII

    Mentre per molti eroi dei fumetti d'azione la domanda fondamentale è: quale cattivo devo ridurre in polpette prima che rovini il futuro del mondo, per XIII la domanda delle domande è: chi sono io? È John Fleming, Jason Mac Lane, Hugh Mitchell, Karl Meredith, Kelly Brian o Reginald Wesson ? Un po' come Jason Bourne al cinema, XIII è una macchina da guerra perfettamente rodata la cui caratteristica principale è una memoria problematica. Mentre cerca di conoscere la sua vera identità e si chiede come mai tante persone siano pronte a passare sul cadavere di qualcuno per eliminarlo, viene trascinato nell'avventura seguente. Viene sospettato di aver assassinato il Presidente degli Stati Uniti e viene ritenuto personaggio chiave di vari complotti, l'uno più sconcertante dell'altro. Intorno a XIII brulicano altri personaggi affascinanti e intriganti, come il nemico giurato La Mangouste e l'angelo custode Maggiore Jones, una delle eroine femminili. Le scene d'azione sembrano essere uscite da un film. E ogni volta che pensate che il mistero non possa infittirsi ancora, arrivano una nuova peripezia o un colpo di scena improvviso a smentirvi. Lo sceneggiatore di Bruxelles Jean Van Hamme (Thorgal e Largo Winch) ha affidato i suoi personaggi e le sue trame appassionanti a William Van Cutsem, alias William Vance. Questo disegnatore, originario di Bruxelles, è conosciuto per lo stile realista e per la documentazione meticolosa. Insieme, hanno reso XIII un monumento del fumetto d'azione realista. Il tetto dei 10 milioni di copie, nel frattempo, è stato raggiunto.

    Chi? XIII
    Dove? Rue Philippe de Champagne, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: William Vance
    Sceneggiatore: Jean Van Hamme
    Editore: Dargaud

  • 39. Corto Maltese

    I quattro disegni in Quai des Péniches arrivano sicuramente a ottanta metri di lunghezza: qualcuno doveva pur ottenere il più grande murale di fumetti e nessuno poteva contestare tale privilegio a Hugo Pratt (1927-1995). È che con Corto Maltese, il maestro veneto ha creato, nel 1967, un eroe come ne esistono pochi: coraggioso, anarchico e forte, ma anche sognatore, romantico, malinconico e misterioso. Con i suoi pantaloni bianchi, il cappotto sobrio e il berretto da marinaio, questo bislacco capitano senza nave è riconoscibile da lontano. Le circostanze fanno venir fuori soprattutto la sua flemma naturale e, di tanto in tanto, l'insondabile viaggiatore si ritrova in luoghi di importanza storica. Corto diventa così testimone della rivolta dei Boxer in Cina, della guerra russo-giapponese, della rivoluzione russa e della Prima Guerra Mondiale. Il mondo va a fuoco, le civiltà scompaiono, ma solo bellissime femmes fatales possono scuotere l'avventuriero del mondo che tiene così tanto alla propria libertà. Quest'uomo cosmopolita è una guida accattivante verso luoghi sconosciuti, a spasso nel ventesimo secolo. Le immagini in Quai des Péniches provengono dagli album Le Etiopiche, Corto Maltese in Siberia, La Casa Dorata di Samarcanda e Le Celtiche. Le tavole di Hugo Pratt, disegnate con uno stile sobrio e cariche di atmosfera, sono paragonabili a romanzi. Sempre incurante del fardello del fumetto tradizionale, è stato uno dei primi ad avere il coraggio di puntare decisamente al pubblico adulto.

    Chi? Corto Maltese
    Dove? Quai des Péniches, 1000 Bruxelles
    Autore: Hugo Pratt
    Editore: Casterman

  • 40. Natacha

    Affermazione fastidiosa ma vera: prima degli anni settanta la presenza femminile nei fumetti era scarsa e pochissime erano le eroine che osavano mostrare la propria femminilità. Comanche e Yoko Tsuno sono venute poco dopo, ma è stata Natacha, nel 1970, a rompere il sortilegio. Inutile dire che è bionda, formosa e che, in uniforme, è bella da far girare la testa. Basta uno sguardo al murale. Ma non lasciatevi ingannare dall'aspetto fisico. Questa hostess non è una 'stupidina' bionda, ma una donna intelligente che sa ciò che vuole e tiene alla propria indipendenza. Una donna decisa che mantiene il sangue freddo in situazioni critiche, ma si infiamma non appena si sente offesa. Può anche diventare piuttosto testarda e, come tutti i veri eroi dei fumetti, ha un forte senso della giustizia. La gran parte delle sue avventure ha a che fare, in un modo o nell'altro, con l'aviazione. L'uomo sudato che, nel murale, trascina due valigie rosse si chiama Walter. Questo maldestro amatore di jazz vorrebbe essere qualcosa di più che un amico, collega e compagno d'avventure, ma lei non se ne cura. Natacha è il personaggio che ha fatto diventare famoso il disegnatore vallone François Walthéry. Walthéry aveva appena diciassette anni quando divenne assistente di Peyo, disegnatore dei Puffi. Alla fine degli anni sessanta, si occupò per un po' dei disegni della serie Benoît Brisefer, sempre di Peyo. Walthéry non ama trascurare il proprio lavoro. Ecco la ragione della pubblicazione di giusto una ventina di album in quarant'anni. Vi troviamo sia avventure classiche che racconti appartenenti piuttosto ai generi thriller o fantascienza. Walthéry ha lavorato con una decina di sceneggiatori diversi. Per fortuna, dopo tutto questo tempo, Natacha è sempre bella.

    Chi? Natacha
    Dove? Rue Jean Bollen, 1020 Laeken
    Autore: François Walthéry
    Editori: Dupuis, Marsu Productions

  • 41. Gil Jourdain

    Cercate l'eroe del fumetto … È il detective Gil Jourdan, il tipo che guida la macchina gialla. Sul sedile del passeggero: Libellula, conosciuto per i suoi giochi di parole tirati per i capelli e riconoscibile per il cappello giallo e la sigaretta. Libellula è un ex ladro che assiste, con fortune alterne, il detective, a volte un po' altezzoso. Le sue avventure piene di atmosfera nascono attorno a una trama accattivante che unisce scene d'azione movimentate, dialoghi brillanti, un accenno di mistero e tanto humour. Gil Jourdain ha risolto il suo primo caso nel 1956, nella rivista Spirou, quando Maurice Tillieux (1922-1978) adattava un personaggio disegnato in precedenza per il settimanale Héroïc-Albums: il giornalista Félix, con i capelli rossi e gli occhiali. Alla fine degli anni sessanta, Tillieux lascia il compito di disegnare la serie a Gos, per potersi dedicare ancora di più alle sceneggiature che immagina per Will (Tif e Tondu), Roba (La Ribambelle, La Combriccola), Walthéry (Natacha) e Roger Leloup (Yoko Tsuno). Con vari pseudonimi, crea le sceneggiature di vari racconti e album. La presenza di un robusto marinaio nel murale non è casuale. Tillieux era in primis un giovane che aspirava alla marina mercantile quando la Seconda Guerra Mondiale ha stroncato la sua carriera sul nascere. La battuta con il cartello stradale che annuncia una linea dritta è un po' macabra. Dopo aver immaginato e disegnato innumerevoli incidenti d'auto, Tillieux è morto proprio in un incidente stradale.

    Chi? Gil Jourdain
    Dove? Rue Thijs Van Ham - Rue Léopold Ier, 1020 Laeken
    Autore: Maurice Tillieux
    Editore: Dupuis

  • 42. De Kiekeboes

    Dovrete cercare a lungo per trovare un fiammingo che non sappia che l'uomo baffuto seduto dietro la camera da presa si chiama Marcel Kiekeboe (in francese Marcel Quivoilà). Molto a lungo, probabilmente. La moglie Charlotte indossa la tenuta delle leggendarie hostess dell'esposizione universale che, nel 1958, ha catapultato Bruxelles in una nuova era. Il loro figlio Constantin (Konstantinopel), imita i reporter indaffarati. Invece, la ragazzina che gioca all'houla-hop con indosso un vestito elegante stile anni '50, è Fanny, la figlia di Marcel. Ha già fatto girare la testa a più di un uomo. Per esempio, quando ha posato nuda per la copertina di una rivista per uomini fiamminga. Inizialmente, Fanny & Cie era il tipico esempio di fumetto familiare di stampo olandese. Le vendite superano anche quelle di Bob e Bobette e, all'uscita di ogni nuovo album, sono centinaia di migliaia gli esemplari che vanno a ruba. Il racconto limpido è condito, ogni volta, da una bella dose di sano umorismo, da giochi di parole e parodie. La serie fa il suo debutto il 15 febbraio 1977 nel giornale Het Laatste Nieuws, prima di essere ripresa, nel 2004, da Gazet van Antwerpen e Het Belang van Limburg. Per fornire nuove strisce quotidiane al giornale, Merho, al pari di Willy Vandersteen, Marc Sleen e Jef Nys, deve tenere un ritmo infernale. Merho, alias Robert Merhottein, disegna il suo primo Marcel Quivoilà per suo fratello, un burattinaio appassionato. I bambini seduti in ultima fila dovevano poter riconoscere il personaggio agevolmente, ecco la ragione del naso grosso, delle orecchie grandi e dei baffi giganteschi. La sfera calva per metà rientra perfettamente nella tradizione di Lambique e Nerone.

    Chi? De Kiekeboes
    Dove? Théâtre Américain, Avenue du Gros Tilleul 2, 1020 Laeken
    Autore: Merho
    Editore: Standaard

  • 43. Stam & Pilou

    Per ammirare questo murale è necessario andare nel giardino-terrazza de La Fleur en Papier Doré, il che è ben lontano da essere una punizione. Le figure di spicco del surrealismo di Bruxelles, come René Magritte, Louis Scutenaire, Marcel Mariën frequentavano il luogo e hanno portato con sé vari artisti e scrittori. Il disegno del murale contiene riferimenti alle correnti artistiche che hanno fatto de La Fleur en Papier Doré un caffè culturale e storico. I personaggi provengono dalla serie Les aventures involontaires de Stam & Pilou. Il ragazzino che riesce meno bene del previsto nell'acrobazia si chiama Stam. Sulla sua testa si arrampica Pilou, la figlia dei vicini. Adorano giocare insieme. Il nonno Fernand studia, da parte sua, il didietro della mamma di Stam. Non è un caso che sia un postino in pensione e che collezioni francobolli postali. Il fumetto nasce su iniziativa delle Poste del Belgio e fa la sua comparsa in una rivista di filatelia per giovani. Più tardi, visto il successo dei racconti - divertenti, leggeri e basati sugli scherzi dei due protagonisti e sulle situazioni comiche -  gli albi furono messi sul mercato. Il cartello di nonno Fernand contiene uno slogan nel dialetto di Bruxelles 'Sprekt a Mooiertoêl, ARA !', ossia "Parla la tua lingua madre!" ECCO, l'ARA del resto è un'associazione che promuove l'uso del dialetto di Bruxelles. Stem & Pilou sono una creazione di De Marck e De Wulf, pseudonimi degli autentici kets (ragazzi) Marc Daniels e Rik Dewulf.

    Chi? Stam & Pilou
    Dove? La Fleur en Papier Doré, Rue des Alexiens 53/5
    Autori: De Marck e De Wulf
    Editore: Van Halewyc

  • 44. Marsupilami

    Il murale di Marsupilami è stato inaugurato mercoledì 8 maggio 2013. Marsupilami, celebre compagno di Spirou dal 1952, ha ovviamente il proprio posto nel Percorso a Fumetti di Bruxelles. La scelta del luogo dove realizzare il murale è ricaduta sull'Avenue Houba de Strooper. Stando agli aneddoti, storici e appassionati di fumetti sembrano concordare che l'ispirazione per il celebre urlo del Marsupilami sarebbe arrivata a Franquin quando passava per questa via. Trovò il nome "Houba" talmente simpatico che decise di farne il grido del suo animale immaginario. La realizzazione del murale fu affidata a Farmprod. Farmprod è un collettivo di artisti belgi e francesi con sede a Bruxelles e attivo dal 2003.

    Chi? Marsupilami
    Dove? Avenue Houba de Strooper, 1020 Laeken
    Sceneggiatore: Andre Franquin
    Editore: Marsu Productions

  • 45. Thorgal

    Thorgal, celebre eroe nato dalla fantasia di Jean Van Hamme e Grzegorz Rosinski si è unito al Percorso a Fumetti di Bruxelles. Si tratta del 49esimo murale di questo percorso iniziato nel 1996. Il murale rappresenta Thorgal, accompagnato dalla sposa Aaricia e sovrasta place Anneessens dall'angolo tra place Anneessens e rue de la Caserne. Andando oltre l'apparenza da guerriero, troviamo un personaggio con un grande senso della giustizia, che vuole solo una vita tranquilla a fianco della sua amata. Nato nel 1977 dall'incontro tra Jean Van Hamme e Grzegorz Rosinski, diventa il primo fumetto ad essere frutto della collaborazione tra un artista del "Blocco Est" e uno del "Mondo Libero" nel contesto della Guerra Fredda. A riprova del fatto che l'arte può superare barriere altrimenti invalicabili. La realizzazione del murale è stata affidata a Urbana Project, un collettivo di artisti di Bruxelles che lavora sotto la direzione di Nicolas Moreel.

    Chi? Thorgal
    Dove? Place Anneessens 2, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Rosinski Grzegorz
    Sceneggiatore: Jean Van Hamme
    Editore: Le Lombard

  • 46. Boule & Bill

    Roba si era ispirato alla propria famiglia per la creazione di Boule & Bill e in particolare a suo figlio e al suo cane. Boule è un ragazzino come gli altri che, come migliore amico, ha Bill, il suo adorabile cocker. Oltre a Boule, Bill ha un'altra grande passione: Caroline, la deliziosa tartaruga… In un universo familiare pieno di gentilezza e gioia di vivere, i guai e le marachelle di Boule e Bill incantano i lettori di tutte le età da varie generazioni. Questo murale venne inaugurato per la prima volta nel 1992, per poi essere restaurato nel 2014 a causa di lavori svolti nell'edificio.

    Chi? Boule & Bill
    Dove? Rue du Chevreuil, 1000 Bruxelles
    Disegnatore: Roba
    Sceneggiatore: Maurice Rosy
    Editori: Dargaud, Dupuis

  • 47. Spirou

    Il murale di Spirou trova una collocazione perfetta nel quartiere Marolles, nel quale i rigattieri la fanno da padrone. Nonostante abbia mantenuto l'elegante completo rosso da paggetto delle origini, Spirou resta un avventuriero. Sempre accompagnato dall'amico Fantasio e da Spip, lo scoiattolo portafortuna, Spirou combatte cattivi d'ogni tipo ai quattro angoli del mondo. Eccolo quindi che combatte contro il terribile saggio Zorglub, o il malefico pirata John Héléna, o che affronta la mafia italiana e la triade cinese a New York, o che cerca, in Palombia, il segreto di un animale mitologico: il Marsupilami. Uno dei più grandi eroi del fumetto, a distanza di 75 anni, conserva una vitalità sorprendente! Dopo la creazione nel 1938 ad opera di Rob-Vel, sono Jijé, Franquin, Fournier, Cauvin & Nic, Chaland, Tome & Janry e altri autori ad aver prestato il proprio talento per far vivere Spirou nel suo giornale e in album dedicati. Alcuni compaiono nel murale … li riconoscete?

    Chi?  Spirou
    Dove? Rue Notre Dame des Grâces, 1000 Bruxelles
    Autori: Yoann & Velhmann
    Editore: Dupuis

  • 48. Froud e Stouf

    Inizialmente creata per la televisione, questa serie umoristica piena di 'belgitudine' fa la sua comparsa anche sotto forma di fumetto. Froud e Stouf sono due cagnolini blu che filosofeggiano sulla vita. Sono frutto dell'immaginazione di Frédéric Jannin, autore di varie serie come "Germain et nous", in collaborazione con Stefan Liberski, regista e scrittore belga. Hanno lavorato insieme anche alla serie tv "Les Snuls" (Gli Scarsi, nel dialetto di Bruxelles) per il canale "Canal+ Belgique". Il murale, creato nell'ottobre del 2014, anima gioiosamente le finestre chiuse di un edificio di 3 piani.

    Chi? Froud e Stouf
    Dove? Boulevard Maurice Lemonnier 32, 1000 Bruxelles
    Autori: Frédéric Jannin e Stefan Liberski
    Editori: Luc Pire, Dupuis

  • 49. Jommeke (Gil & Jo)

    Quest'opera è frutto della collaborazione tra la Città di Bruxelles e la VGC (Commissione della Comunità Fiamminga, ndt). Il murale è stato realizzato da Art Mural, su progetto originale di Sarina Ahmad, nipote del disegnatore Jef Nys. Jommeke, sono Gil e Jo, due bambini che vivono varie avventure, in particolare a fianco del professor Gobelin e del loro pappagallo Flip. Il murale è lungo sette metri e largo cinque. Sono molti gli elementi e i monumenti del quartiere ad essere stati inclusi nel disegno. Vi ritroviamo il ponte ferroviario o il nuovo parco Bokstael di Tour et Taxis.

    Chi? Jommeke
    Dove? Rue de la Chanterelle 3, 1020 Laeken
    Autore: Jef Nys
    Editore: Ballon Media

  • 50. Benoit Brisefer

    Benoit Brisefer è un ragazzino dal cuore grande e dotato di una forza sovrumana, che lo lascia solo quando è raffreddato.  Abita in un villaggio molto vivibile, simile al quartiere Marolles. La gentilezza e la spontaneità sono i tratti più caratteristici della sua personalità e non esita mai ad aiutare il prossimo. Il murale parla chiaro: Benoit fa un salto gigantesco per acchiappare un palloncino che sta volando via. Alto 9,5 metri e largo 1,7, il murale è stato realizzato dagli artisti di Urbana.

    Chi? Benoit Brisefer
    Dove? Rue Haute 119, 1000 Bruxelles
    Autore: Peyo
    Editore: Le Lombard

  • 51. Léonard

    Genio strampalato, esilarante caricatura dell'illustre Leonardo da Vinci, Léonard non perde occasione per immaginare le invenzioni più strambe, che non esita a testare sul suo allievo-cavia che, dal canto suo, vorrebbe solo una vita tranquilla. Tuttavia, non troviamo invenzioni strampalate nel murale. Quando non dipinge donne dal sorriso enigmatico, Léonard dipinge volentieri il nostro bel Palais de Justice. Come molti dei murales del Percorso a Fumetti, questo murale riprende elementi presenti nel quartiere. Alto 5 metri e largo 5,5, è stato realizzato dagli artisti di Urbana.

    Chi? Léonard
    Dove? Rue des Capucins 23a, 1000 Bruxelles
    Sceneggiatore: Bob De Groot
    Disegnatore: Turk
    Editore: Le Lombard

  • 52. Kinky & Cosy

    Kinky & Cosy, le due eccentriche gemelle dell'autore e disegnatore belga Nix, non hanno ancora smesso di far parlare di loro. Per molto tempo sono state protagoniste delle tre vignette della «striscia della settimana» di Focus Vif. In seguito, il quotidiano francese Le Monde ha scelto di ospitarle nel proprio sito come reazione alle notizie di attualità. Oggi, queste due "enfants terribles" col vestitino rosso hanno un intero murale dedicato a loro. Potete ammirare queste due birichine che creano scompiglio a Bruxelles sulla facciata dell'edificio della Mutualité Socialiste, in rue des Bogards, nel centro di Bruxelles.

    Chi? Kinky & Cosy
    Dove? Rue des Bogards 19, 1000 Bruxelles
    Autore: Nix
    Editore: Le Lombard

  • Al di fuori del Percorso a Fumetti della Città di Bruxelles

    Il Percorso a Fumetti della Città di Bruxelles è quello più conosciuto e ricco di murales. Tuttavia, vi sono altri murales ispirati a fumetti in tutta la regione Bruxelles-Capitale. Ecco quindi che troviamo ancora murales ispirati a fumetti in altri comuni. Di seguito, qualche esempio.​

  • L'Arche

    Situato nel comune d'Ixelles, "L'Arche" di François Schuiten e Alexandre Obolensky è un murale che illustra la città del domani, una città sostenibile e costruita intorno ai suoi abitanti. Atrium Flagey, promotore del progetto, vuole che l'opera abbellisca la zona commerciale e la renda più ospitale. "L'Arche" invita al viaggio, alla scoperta delle vie e delle stradine del Comune d'Ixelles. Quest'opera rispecchia pienamente lo stile di François Schuiten, con quest'imbarcazione immaginaria, ma molto familiare. Questo monumentale murale è stato realizzato su tela, tela che è stata poi incollata alla facciata nel 2013. Nel 2014, L'Arche è stato impreziosito da effetti sonori. I passanti, inquadrando il QR Code posto nelle vicinanze, vengono reindirizzati a un sito che, oltre a fornire informazioni sulla realizzazione, diffonde una colonna sonora estremamente naturale, che dà vita a gabbiani, fa risuonare le sirene delle navi e le conversazioni dei passeggeri, il tutto cullato dalla brezza marina.

    Chi? L’Arche di François Schuiten
    Dove? Incrocio tra rue Maes e chaussée d’Ixelles, 1050 Bruxelles
    Autori: François Schuiten e Alexandre Obolensky

  • Le Chat

    Ecco il secondo murale dedicato alla serie umoristica "Le Chat" nella regione di Bruxelles-Capitale. Il primo murale si trova in Boulevard du Midi. Questo murale occupa una lunghezza di circa 140 metri lungo le vecchie caserme dei pompieri "Géruzet" nel comune di Etterbeek. Sono una ventina i disegni inediti immaginati da Philippe Geluck per l'occasione, le cui gag possono essere apprezzate in francese, olandese e inglese. Vengono affrontati vari temi tipici del quartiere, come l'Europa e la multiculturalità. L'obiettivo principale del murale è rendere più accattivanti il quartiere La Chasse e i suoi negozi.

    Chi? Le Chat
    Dove? Angolo tra boulevard Général Jacques e chaussée de Wavre, 1040 Bruxelles
    Autore: Philippe Geluck
    Editore: Casterman

  • Yakari

    Claude de Ribaupierre, Derib, nasce in Svizzera nell'agosto del 1944. Sceneggiatore e disegnatore, lavora per il giornale Spirou. Appassionato di indiani, crea nel 1966 il personaggio Yakari, giovane indiano Sioux. Questo personaggio ha il dono di parlare agli animali e risolvere i loro problemi. Nelle sue avventure, viene accompagnato dall'amica Arcobaleno e dal pony Piccolo Tuono. Nel 2012 pubblica il 37esimo album. Il murale è stato inaugurato nel 2009.

    Dove? Rue Dethy 25, 1060 Saint-Gilles
    Disegnatore: Derib
    Sceneggiatore: Job
    Editore: Le Lombard

  • Les Femmes en Blanc

    Raoul Cauvin nasce a settembre del 1938 a Antoing. A conclusione dei suoi studi, entra nella casa editrice Dupuis. Dopo aver creato le serie Les Tuniques Bleues, Pauvre Lampil, Agent 212, Pierre Tombale, inizia, nel 1986, una nuova serie umoristica: Les Femmes en Blanc. Nel corso dei 35 album, parla delle difficoltà incontrate dalle infermiere nell'universo ospedaliero. Il murale è una collaborazione tra gli studenti del Kotlib Alma e Art Mural. Si tratta del primo murale di fumetti eseguito in collaborazione. Art Mural ha supervisionato l'intero lavoro per dare consigli agli studenti sulla realizzazione dell'affresco.

    Dove? Place de la Vècquée - 1200 Bruxelles
    Disegnatore: Philippe Bercovici
    Sceneggiatore: Raoul Cauvin
    Editore: Dupuis

  • La Femme Léopard

    Con i suoi 120 m², « La femme Léopard » è uno dei murales più grandi della regione. Riprende una doppia pagina dell'albo di Spirou intitolato «Spirou et la Femme Léopard ».  Questa scena notturna rappresenta la femme léopard (donna leopardo) che, inseguita da strane creature, fugge sui tetti. Più tardi, si rifugerà nel Moustic Hotel, nella camera mansardata del colonnello Van Praag, vecchio colono irascibile. Ma per scoprire tutta l'avventura, è necessario procurarsi l'album!

    Chi? La Femme Léopard
    Dove? Rue de la Croix 9, 1050 Ixelles
    Sceneggiatura: Yann
    Disegno: Schwartz
    Editore: Dupuis

  • Couleur Café (2013) e La Bambina Magritta (2015)

    L'Associazione senza scopo di lucro Art-Mural, la casa editrice Sandawe e la rivista 64_Page lanciano nel 2013 un progetto di murales europei da sviluppare nell'intera regione. Il primo murale del percorso si trova nel comune di Saint-Josse. Si intitola « Couleur Café » ed è stato immaginato dalla giovane disegnatrice di Bruxelles Judith Vanistendael. Un secondo murale immaginato dall'autrice sarda Vanna Vicci viene inaugurato a ottobre del 2015: La Bambina Magritta. Si tratta di un omaggio a Magritte, celebre artista di Bruxelles e grande ambasciatore del movimento surrealista. La location del murale non è lasciata al caso: si affaccia sulla Rappresentanza Permanente dell'Italia presso l'Unione Europea. L'idea è che vengano rappresentati i 28 paesi dell'Unione.

    Chi? Couleur Café / Dove? Place de Saint-Josse, 1210 Saint-Josse-ten-Noode / Autore : Judith Vanistendael

    Chi? Bambina Magritte / Dove? Rue du Marteau 6, 1210 Saint-Josse-ten-Noode / Autore : Vana Vicci